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Amedeo Leone consulente aziendale per Privacy Policy e GDPR

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La Parola Privacy è oggi usata con frequenza un po’ da tutti e fa oramai parte del nostro vocabolario, tant’è che non sapremmo utilizzare un altro termine per esprimere il medesimo concetto nella nostra lingua. Ma cosa significa questo termine? Se ponessimo questa domanda in giro, i più farebbero fatica a rispondere. Per cui nasce la necessita di dare una definizione generica di Privacy. Quando si parla di privacy si fa riferimento alla riservatezza, al diritto di controllare le informazioni che ti riguardano, il cosiddetto “right to be let alone” teorizzato all’inizio del secolo scorso. Nel tempo si è sentita la necessità di dare un inquadramento giuridico a questo diritto. Siamo così passati dal “right to be let alone” ad una concezione di privacy sempre di più inquadrata in un framework normativo. Nel corso degli anni si è poi stagliato il tentativo di garantire all’individuo sempre diritti maggiori e talvolta nuovi. Nel corso degli anni c’è stata un’evoluzione a partire dalla 95/46 nel solco della quale in Italia si è giunti ad un inquadramento con la 675/96 prima e la 196/2003 dopo. Con il corso degli anni e lo sviluppo della tecnologia sì è sviluppata l’esigenza di legiferare facendo sempre di più riferimento a principi generali ed europei. Questa nuova spinta ha portato al GDPR 16/679 entrata applicabile nel Maggio 2018 due anni dopo la sua entrata in vigore nel 2016. Il Regolamento ha introdotto una serie di novità, inasprito le sanzioni, cambiando sostanzialmente l’approccio alla privacy, permeata dal principio di “Accountability” – la responsabilizzazione del titolare del trattamento. La lettura della norma può risultare poco intuitiva a chi si avvicina per la prima volta, per cui è meglio rivolgersi a consulenti esperti ed evitare iniziative “fai da te”!